Breve storia dell’inflazione

IPERINFLAZIONE WEIMAR

Sentiamo continuamente la parola inflazione, tanto che siamo portati a pensarlo come un fenomeno recente. Crea stupore sapere che i primi fenomeni inflattivi risalgono al 2110 a.c. circa, durante l’Antico Regno dell’Egitto. Fenomeni presenti in tutta l’antichità, arrivando a toccare il picco più alto in corrispondenza della definitiva caduta dell’Impero romano d’occidente,  quando si verificarono modificazioni talmente evidenti dei titoli di metallo prezioso che molti militari preferirono essere pagati in natura e molti commercianti rifiutarono i pagamenti in moneta per i beni che vendevano.

Durante il Basso Medioevo i Comuni italiani e alcuni Stati europei  iniziarono a battere moneta. Al contempo si verificò il fenomeno della tosatura: limando le monete si ricavava una polvere di metalli preziosi che, una volta fusa, avrebbe dato vita a un nuovo lingotto. Questo “vizio” comportò una ripresa dell’inflazione.

Saltiamo ora all’età moderna quando, in seguito allo sfruttamento dei territori del Nuovo Mondo, la Spagna si ritrovò a disporre di enormi quantità di oro, argento e altri materiali preziosi  che vennero riversate sui mercati europei per potenziare l’esercito e per importare beni di ogni sorta da altre nazioni, tanto da comportarne una relativa scarsità che, alla fine del Cinquecento,costò all’Europa un rialzo dei prezzi.

Uno dei più famosi episodi inflazionistici è quello della Repubblica di Weimar. Tra il 1919 e il 1924 i pagamenti in conformità all’ultimatum di Londra diedero inizio a una svalutazione del marco che sfociò in un periodo di iperinflazione. Si arrivò a pagare giornalmente gli stipendi, onde evitare che ne venisse azzerato il valore. Chi veniva pagato correva a comprare ogni genere di merce, per cui serviva una grandissima quantità di carta moneta e si contribuiva allo scarseggiare dei beni in circolazione. Nel 1922, in soli sei mesi, il costo della vita aumentò di sedici volte.

Un fenomeno iperinflattivo è stato conosciuto anche dall’Italia, durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana, tra il 1943 e il 1945. Furono anni in cui alla perdita di valore della moneta per cause belliche, si aggiunse il reperimento di denaro per mantenere le truppe naziste nel nostro Paese. Nel dicembre del 1944 l’inflazione raggiunse la cifra record del 491.4 %.

Fra il 1950 e il 1990 furono colpiti dall’inflazione in maniera uniforme i Paesi dell’America Latina, che in passato erano stati molto prosperi e che si impoverirono in maniera disastrosa.

In seguito alla fine del comunismo, nel 1991 in Russia e nei paesi dell’Europa dell’Est si verificò una situazione in cui il valore della moneta diminuiva rapidamente. Si trattava di mercati chiusi  e senza concorrenza, tanto che l’apertura al regime di libero mercato comportò in alcuni casi il ritorno del baratto e il rifiuto dei pagamenti tramite le monete nazionali.