Economidea in pratica: i primi ragazzi incontrati

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Ecco, dopo mesi passati a guardare video e power point in inglese, a tradurre e a progettare il nostro Sbankiamo, arrivano le giornate di prova, quelle dove si capirà se il lavoro svolto è stato efficace o c’è ancora da limare qualcosa o è proprio tutto da rifare -e gli scongiuri ci sono, inutile negarlo- .
Sono tre pomeriggi, segnati sulle nostre agende già da un po’, e come tutte le cose nuove hanno un sapore lontano, poi il tempo scorre ed è già ora di iniziare, di collegare il computer al proiettore, di sistemare le sedie e chiamare i bambini. I bambini, appunto, il nostro banco di prova: sorrideranno? Sbadiglieranno? Sapranno già qualcosa di educazione finanziaria? Avranno una paghetta?

Poi entrano, sono un po’ rumorosi, come al solito, un po’ spaesati ma anche un po’ emozionati perché faranno qualcosa di nuovo. Si siedono, si abbassano le luci e…via col primo Quiz!
Le attività di Sbankiamo sono ufficialmente iniziate!
Di cose da fare ce ne sono tante in questi tre incontri e i ritmi sono serrati: My Money, My Choices e My Future sono i tre capitoli di questa saga che ha visto protagonisti sei ragazzini delle scuole medie.
Non sono tanti, è vero, ma sono in gamba, vogliono risposte, tanto che il parcheggio delle domande, una lavagna piena di fogli al centro della stanza, si riempie ben presto di dubbi e curiosità che nascono in loro durante le attività e, come si suol dire, non hanno peli sulla lingua nel dare un giudizio sugli incontri.

Durante questi tre pomeriggi hanno ricostruito la storia dei soldi, hanno avuto fra le mani banconote provenienti dall’estero, hanno capito, pur parlando di Big Mac, che il valore dei soldi è diverso da Paese a Paese, hanno fatto il primissimo budget della loro vita, giocato a un Taboo finanziario che li ha messi a dura prova ma li ha fatti ridere tanto, hanno interpretato il ruolo di una banca, di un prestatore, un risparmiatore capendo come funziona una banca e che cosa è una banca etica (sfido a trovare, non solo adolescenti, ma anche adulti che abbiano un’idea di finanza etica!).
Troppa carne al fuoco? No, perché quando si gioca, anche il tema più complesso assume un aspetto amichevole, perché no, simpatico!

Sono belli da vedere questi ragazzini, seduti attorno a un tavolo, coi loro fogli da riempire di calcoli, con le mani alzate per rispondere: c’è chi sa tante cose e ti stupisce e chi non sa cosa significhino “entrate” e “uscite” in ambito economico, ma tutti sono impegnati e concentrati. Questi temi così difficili, così “da grandi” catturano la loro attenzione, tanto che, fa sorridere, ma quando li vai a chiamare, per dare inizio alle attività, sono già pronti, coi loro fogli sotto braccio, si sentono un po’ speciali e sembrano piccoli uomini riuniti per prendere decisioni importantissime.
Quando arriva il momento di salutarsi qualcuno si porta a casa un proprio piano personale di risparmio che gli permetterà, secondo i calcoli e in assenza di imprevisti, di comprarsi una nuova bici fiammante, qualche altro, ascoltando il telegiornale, capirà finalmente almeno qualcuno di quei paroloni che si usano in economia e qualche altro ancora, invece, ogni volta che addenterà un hamburger penserà a quanti potrebbe mangiarne alla stessa cifra in Cina o In Australia.