Focus su Banca d’Italia

VISCO, TERZO GOVERNATORE LAUREATO IN ECONOMIA ALLA SAPIENZA

Banca d’Italia o, parlando in gergo giornalistico, Bankitalia: sovente se ne sente parlare, ma cos’è, quando è nata e chi ci lavora? Facciamo chiarezza!

L’immediata intuizione è che sia la banca centrale della Repubblica italiana, cioè un istituto di emissione pubblico che si occupa di gestire la politica monetaria del nostro Paese. Nasce nel 1893 in seguito a una riorganizzazione degli istituti di emissione. Il 1926 è l’anno in cui Banca d’Italia viene designata come l’unico organismo autorizzato ad emettere banconote, nello stesso momento diventa il supervisore degli altri istituti di credito. Il ruolo della Banca si fa ancora più importante nel 1947 quando, in seguito alla manovra di stabilizzazione della Lira, si prepara il terreno al “miracolo economico” degli anni Cinquanta. Il nostro Paese conosce un periodo difficile a livello economico negli anni Settanta. Il percorso verso la disinflazione viene facilitato dalla sempre più decisa tutela giuridica dell’autonomia della banca centrale. Questo favorì l’entrata del nostro Paese nella cerchia di coloro che nel 1999 hanno adottato l’euro come moneta.

Bankitalia è un istituto di diritto pubblico, per cui la proprietà può essere di soggetti privati, ma la gestione deve avere un fine pubblicistico. Le maggior parte delle quote di partecipazione al suo capitale sono di banche e assicurazioni private, ma più del 5% appartiene a enti pubblici come INPS e INAIL.

La nostra banca centrale svolge tante funzioni, ad esempio partecipa alle attività dei principali organismi finanziari internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale, attraverso l’Unità di informazione finanziaria, ha un ruolo fondamentale in materia di antiriciclaggio, vigila sulle banche , sugli intermediari finanziari, sugli Istituti di Moneta Elettronica. Ha un ruolo operativo, in quanto gestisce i servizi, ma anche di sorveglianza e di catalizzatore, dato che sostiene iniziative promosse dal mercato. Banca d’Italia, infine, emette le banconote, seguendo i criteri fissati nell’Eurosistema.  Produce le banconote in euro in base ai principi e alle regole fissati nell’Eurosistema, immette le banconote e ritira e sostituisce quelle deteriorate. Svolge attività di contrasto per quanto riguarda la contraffazione e sperimenta nuove caratteristiche di sicurezza dei soldi.  Ha la facoltà di emettere sanzioni qualora i gestori del contante si dimostrino inosservanti delle disposizioni.