La Tobin Tax

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Che cosa è:
E’ una tassa che colpisce le transazioni finanziarie con lo scopo di scoraggiare la speculazione.

Cosa colpisce:

Riguarda solo la negoziazione di titoli italiani e più precisamente le azioni emesse da società residenti in Italia (con capitalizzazione superiore a 500 mln di euro) e i derivati su azioni e indici. La tassa entrerà in vigore sulle azioni dal 1° marzo e sui derivati dal 1° luglio.
Ne sono escluse quindi valute, obbligazioni, commodities, titoli di stato.
La Tobin Tax sulle azioni sarà pagata sulle operazioni over night (ovvero quelle che non si risolvono in una sola giornata, chiamate invece intraday).

Chi colpisce:

Chi acquista azioni o altri titoli rappresentativi del capitale della società: solo il compratore nel caso dell’azionario, anche il venditore nel mercato dei derivati.

Aliquote:

Uno 0,10% del valore della transazione sull’azionario regolamentato. Uno 0,20% per i non regolamentati. Essendo che nel 2013 la tassa entrerà in vigore solo a marzo, le aliquote verranno maggiorate per l’anno in corso rispettivamente allo 0,12% e 0,22%.
Per i derivati è invece prevista una commissione fissa piuttosto esigua.

Chi è contro dice che:

Porterà gli investitori su altre piazze in cui questa tassa non esiste. Questo creerà un mercato più debole e quindi più soggetto alla speculazione da parte dei mercati esteri. Provocherà inoltre una svalutazione dei titoli azionari delle società italiane ad alta capitalizzazione.

Chi è pro dice che:

L’introduzione di questa tassa contribuirà alla risoluzione del problema della speculazione in quanto frenerà i movimenti di capitale eccessivamente volatili che destabilizzano i mercati.
Inoltre è previsto un gettito fiscale stimato per 1 mld di euro.

Questa la Tobin Tax versione italiana. Ve ne è poi una versione europea ancora sul tavolo dei negoziati, che potrebbe essere applicata da gennaio 2014. Recentemente approvata la possibiltà della sua entrata in vigore dall’ UE ( ma solo da 11 paesi su 27, Italia compresa), è la prima volta che in materia fiscale l’Unione Europea usa la cooperazione rafforzata, ovvero l’approvazione di un provvedimento per maggioranza e non per unanimità.
Il testo legislativo verrà presentato a fine febbraio, ma per ora è ancora tutto nel campo delle ipotesi.