Prospettive differenti: il rating di sostenibilità

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L’attuale situazione dei mercati testimonia l’importanza di rivolgersi ad indicatori alternativi non finanziari che puntino l’attenzione su politiche sociali e ambientali.

Si parla di un rating non tradizionale che sia complementare a quello tradizionale. Esiste già ed è il rating ESG, acronimo che sta per Environmental, Social and Governance, nonché  un rating che tenga in considerazione le politiche ambientali, sociali e di governance societarie.

Questo rating alternativo è l’evoluzione dell’approccio agli investimenti socialmente responsabili e già nel maggio del 2008 assisteva investimenti di oltre 2700 miliardi di dollari negli Stati Uniti e quasi 1000 miliardi di euro nei paesi europei.

Il rating ESG si distacca dagli elementi di analisi finanziaria standard, considerando elementi alternativi di rischio con l’obiettivo di analizzare le informazioni disponibili per gli investimenti finali, integrandole anche con elementi intangibili.  Utilizzare un’analisi indipendente che si fondi su tematiche di questo tipo consente di individuare altri elementi di rischio che non sono facilmente rintracciabili, ad esempio il livello di trasparenza societario, il tipo di cultura aziendale, episodi di abuso del potere di mercato e problemi di gestione nelle aree di gestione del personale.

Molti esperti considerano che, avvalendosi del rating di sostenibilità, alcuni fattori che hanno aperto la strada all’attuale crisi economica, avrebbero potuto essere previsti e calcolati.

La ricerca ESG non è la soluzione di tutti i problemi, ma è un valido supporto per scegliere gli investimenti in una fase critica dei mercati e dimostra che le società più sostenibili sono quelle che meglio reagiscono alle fasi turbolente dei mercati