Se per vivere ci occorrono due pianeti

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Le banche tracciano entrate e uscite, si può fare lo stesso con la domanda e l’offerta di risorse naturali? Il Global Footprint Network lo fa e i dati non sono certo confortanti: in otto mesi consumiamo più risorse rinnovabili di quanto il pianeta sia in grado di mettere a disposizione in un solo anno.

C’è un momento in cui il nostro consumo di risorse naturali supera la capacità rigenerativa del pianeta: è l’Earth Overshoot Day. Se nel 1993 è stato il 21 ottobre, nel 2013 è dal 20 agosto che viviamo oltre le nostre possibilità.

Per ottenere la data del giorno del “superamento” l’equazione è la seguente: (capacità biologica mondiale/consumo ecologico mondiale) x 365, numero dei giorni di un anno solare. Se ne ricava una data approssimativa che in seguito ad alcune revisioni di calcolo potrebbe variare di qualche giorno. Il problema, in ogni caso, rimane lo stesso: se continueremo a mantenere questo ritmo di consumi nel 2050 per vivere ci occorreranno ben due pianeti!

Gli studi dimostrano che dal 2001 l’Earth Overshoot Day anticipa ogni anno di tre giorni: siamo ben oltre il nostro budget ecologico. Accumulo di Co2 nella nostra atmosfera, erosione del suolo, perdita della biodiversità e scarsità di cibo, sono gli interessi sempre più pesanti che stiamo pagando sul crescente debito ecologico.

Da sempre gli uomini hanno usato le risorse naturali che avevano a disposizione, ma è solo dalla seconda metà degli anni Settanta del secolo scorso che l’umano consumo ha iniziato a superare le capacità produttive del pianeta. Al momento domandiamo risorse rinnovabili e servizi ecologici pari a 1,5 Pianeti Terra. Se in Italia in un solo anno consumiamo risorse rinnovabili pari a quattro volte la capacità del territorio su cui viviamo e in Giappone ne consumano più di sette, ci sono ancora alcuni paesi che non consumano più di quanto il loro ecosistema non riesca a produrre, come ad esempio Australia, Brasile e Svezia.

Il Global Footprint Network mostra quanto sia insostenibile questa situazione e chiede a governi e società private di invertire la tendenza il prima possibile. Non mancano però i sostenitori di bizzarre soluzioni alternative, ad esempio il cofondatore di Planetary resources, Peter Diamandis, ha il progetto di estrarre materie prime dagli asteroidi.

E se lasciassimo le soluzioni extraterrestri ai libri di fantascienza e provassimo a dare al nostro Pianeta ormai stanco il rispetto che merita?