Storia della Olivetti

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La storia della Olivetti inizia nel 1908, quando il suo fondatore, Camillo Olivetti, un ingegnere di Ivrea di origine ebraica, dopo essersi occupato per diversi anni della loro commercializzazione, progettò la sua prima macchina da scrivere, la Olivetti M1.

Fu durante gli anni della prima guerra mondiale che iniziò il successo della Olivetti, con la M20, macchina da scrivere con la quale l’azienda riuscì a battere la concorrenza più sulla qualità che sul prezzo. Grazie a questo successo, C. Olivetti creò un’ottima rete di commercializzazione, attraverso una buona rete di distribuzione dei suoi prodotti.

Nel 1932 si ebbe il passaggio di testimone dal padre Camillo al figlio Adriano. E’ sotto la guida di quest’ultimo che l’impresa di Ivrea comincia a caratterizzarsi  e acquista la fama per la quale ancora oggi il nome Olivetti è conosciuto, creando a partire dalla produzione di macchine da scrivere il proprio successo nel settore delle strumentazioni da ufficio (calcolatrici, fatturatrici) e dell’informatica (computer).   Nel 1940 compare la prima addizionatrice Olivetti. Nel 1959 si sviluppa l’Elea 9003 uno dei primi mainframe computer transistorizzati.

E’ a cavallo fra gli anni cinquanta e gli anni sessanta però che inizia la vera ascesa dell’azienda di Ivrea, grazie al successo nella produzione di computer (nel frattempo era passato al timone il figlio di Adriano, Roberto) . E’ di questo periodo la Programma 101, considerata il primo esempio di personal computer, utilizzata dalla NBC e persino dalla NASA per la missione spaziale dell’Apollo 11, e probabilmente uno dei suoi prodotti più celebri.

Nel periodo successivo al 1964, il ruolo della famiglia Olivetti diventò sempre più marginale, con il subentro a quest’ultima di nuovi azionisti. Il Cda della Olivetti ne decise la vendita della maggior parte delle quote all’americana General Electric. 

Il ruolo nel mercato delle strumentazioni da ufficio comincia a declinare a favore delle imprese americane. Il settore dell’informatica però resta forte e durante gli anni ottanta (nel 1978 assunse la guida dell’azienda Carlo De Benedetti) accelera lo sviluppo nell’informatica e nei sistemi, in seguito anche ad una serie di nuove alleanze ed accordi. Furono anni di successo tanto che l’azienda diventò  uno dei principali produttori di personal computer in Europa.

A inizio anni ’90 iniziò però la crisi dei margini di redditività e il progressivo declino nel business dell’informatica e delle tecnologie da ufficio e il conseguente avvicinamento verso il mondo delle telecomunicazioni, prima con la creazione di Omnitel e Infostrada, poi con il successivo assorbimento nel 2003 ad opera di Telecom Italia. 

Sebbene oggi la Olivetti (adesso parte di Telecom Italia) ricopra un ruolo decisamente minore nell’informatica e nelle strumentazioni elettriche rispetto al passato,  l’azienda resta uno degli esempi italiani più validi di innovazione tecnologica, essendosi caratterizzata per anni come leader  in settori ad alta tecnologia e distinguendosi,  fra le altre cose, nell’attenzione per il design industriale dei propri prodotti, in particolare delle macchine da scrivere, alcune delle quali sono diventate un cult per i collezionisti del settore.